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Molti alla sola parola “social media” vengono presi dall’ansia. Le prime cose che vengono in mente sono 1) non ho tempo devo pensare al mio lavoro, 2) non ci capisco niente di computer, 3) i miei clienti non usano i social network. Affermazioni simili nascono dalla paura di un media che ancora non sappiamo utilizzare e di cui quindi non riusciamo ad immaginare i costi gestione (tempo e denaro).

In realtà i social media sono sempre più duttili e facili da utilizzare, anzi possiamo dire che “tecnicamente” il problema non esiste. Le loro funzioni sono testate veramente sugli oranghi! Dopo due ore su un qualsiasi social sarete in grado di usarlo con facilità anche se “avete un certa”. Il lavoro sui social non richiede grande energia né dispendio di tempo… richiede solo una certa costanza e questa è davvero indispensabile: il famoso “poco ma tutti i giorni”. Solo in Italia sono attivi giornalmente su FaceBook venti milioni di utenti di cui tredici che vi accedono tutti i giorni. Twitter vanta al momento quasi tre milioni di utenti. Questi sono numeri che nessuna realtà aziendale si può permettere di non prendere in considerazione e che rispecchiano una tendenza che andrà a crescere esponenzialmente nel prossimo futuro. Entrate nell’ordine di idee che il social marketing sarà uno strumento che prima o poi dovrete affrontare e lasciate da parte ansia e paura. Quanto è difficile usare i sociaI? semplificando all’estremo i livelli di gestione della Social Analytics sono quattro. Livello Reach: conoscere il numero di fan, follower, visitatori e discussioni. Livello Engagement: analisi dell’attività, della partecipazione, dei commenti, i “Mi piace”, le condivisioni e i giudizi. Livello Advocacy: si incoraggiano determinati comportamenti degli utenti. Livello Return on Investment: si impostano strategie di business con obiettivi precisi. Molte piccole imprese si trovano ancora al primo livello, ma possono ottenere grandi vantaggi cercando di salire ai livelli successivi. Alcune grandi opportunità Lo storytellig: grandi benefici derivano dall’utilizzo dei social network, sia per generare traffico sia per ottenere visibilità e fare brand awareness. I social costituiscono ottime piattaforme per lo storytelling ovvero per “il racconto della propria attività”: le piccole e medie aziende proprio nel nostro territorio, a Firenze, hanno spesso grandi tradizioni di artigianalità, eccellenze, successi ma anche vite che si intrecciano, storie curiose del propio territorio, contenuti molto interessanti. I social media mettono a disposione strumenti e agevolano dinamiche di relazione ideali per raccontarle in modo coinvolgente. La facilità con cui potete produrre i contenuti è incredibile adesso, con uno smartphone potete produrre interviste a voi stessi o ai vostri clienti, raccontare le storie più bizzarre della vostra attività, parlare di un quartiere che sta cambiando raccontando come si è sviluppato il vostro lavoro e così via. Una pagina FaceBook per esempio può accompagnare giorno per giorno la ristrutturazione di un negozio o la fabbricazione di un oggetto. Contatto diretto: il rapporto diretto con i clienti e più in generale con l’esterno è sempre stato una prerogativa delle aziende di piccole dimensioni. Conoscere molto da vicino le richieste e i gusti di ogni cliente, personalizzare di conseguenza le rifiniture e la risposta, è nelle corde delle PMI italiane, soprattutto di quelle che hanno capito che l’ascolto del cliente è fondamentale. Questa dimensione non solo è ampliata ma potenziata da piattaforme interattive come FaceBook o Twitter. Assistenza in rete: spesso le persone in rete richiedono aiuto farmaciaitaly.com/viagra.html per risolvere problemi, si lamentano per disservizi e chiedono pareri su come ovviare ad un malfunzionamento. l’azienda che è in ascolto può intercettare queste richieste quando riguardano i suoi prodotti o servizi e può sfruttare eventuali problemi collegati ai suoi concorrenti mettendo in luce le differenze e i suoi vantaggi. Una presenza attiva nei social network consente a una PMI di dimostrarsi eccellente nel servizio fornendo un supporto alternativo a quello telefonico o di persona, rispondendo, dove possibile, in modo pubblico e rendendo la stessa risposta utile non solo al cliente che ha fatto la domanda ma a tutti gli interessati al problema. Raggiungere le nicchie: il passaparola è forte e spesso scopriamo le pagine aziendali dall’attività di condivisione e interazione dei nostri amici. Una PMI specializzata in un servizio ricercato ha così modo di raggiungere nicchie di persone con interessi comuni. Fare branding (a un costo contenuto): ricordiamoci che non è il budget a fare la differenza, conta più l’idea che sottende una campagna o la presenza nei social media. E quando il budget a disposizione non è molto, i social media sono un buon alleato per far conoscere il brand. Resta di fondo la regola aurea: i contenuti sono l’elemento più importante affinché gli utenti abbiano qualcosa di veramente coinvolgente su cui discutere.