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La vendita on line, rappresenta sicuramente una grandissima opportunità per le piccole e medie imprese: la possibilità di raggiungere migliaia di clienti potenziali era qualcosa di inimmaginabile fino a qualche anno fa. Tuttavia investire sulla realizzazione di un sito e-commerce non garantisce di per sè un successo in termini di vendite, anzi commettere errori in un sito di e-commerce significa perdere clienti e fatturato. Un portale e-commerce è sia sotto il profilo tecnico che commerciale/marketing uno strumento complesso che deve essere gestito con estrema dedizione ecompetenza.
La nostra agenzia ha realizzato negli anni moltissimi siti e-commerce di varie categorie mercelogiche che si confronatvano su svariate tipologie di mercati, utilizzando varie piattaforme.
Qui sotto riportiamo 10 consigli basilari da tenere in considerazione per eviatre di commettere errori:

1) Mancanza di un’analisi strategia preventiva e di una pianificazione dettagliata.
“Think Strategy before Technology”. Spesso chi si affaccia al mondo del web e specialmente al mondo della vendita online crede che la tecnologia possa sostituire la strategia! Se dobbiamo sviluppare un sito e-commerce per la vendita on line bisogna avere a mente la strategia da seguire ed è possibile che questa influisca sulla scelta del mezzo tecnologico da utilizzare, un mezzo che più di altri possa servire ai propri scopi.
Se non sei consapevole degli obiettivi e della strategia che vuoi perseguire per raggiungerli, e in assenza di un piano dettagliato operativo, rischi di buttare via tempo e risorse.
La realizzazione della piattaforma di e-commerce è solo l’ultima fase di un progetto ben più ampio, che deve necessariamente partire da: business plan, marketing plan e communication plan. Bisogna esaminare i competitor, stabilire il giusto prezzo, conoscere i potenziali clienti. Ci vuole poi una corretta gestione di magazzino, contabilità, logistica, customer care, ecc. Insomma, tutta una serie di competenze e di processi che non possono mancare.
Prima di pensare alla realizzazione del sito chiarisciti bene quali sono i tuoi punti di forza, i tuoi competitor e i tuoi costi e successivamente quali problematiche potrai incontrare: Avrò sempre tutto in disponibile per la vendita? Dove spedirò e quanto mi costerà spedire? Chi si occuperà dell’imballaggio, come gestirò la fatturazione, Avrò bisogno di una assicurazione in caso di smarrimento? Come sarà organizzato il customer care?
Queste sono solo alcune delle problematiche che ti si presenteranno e a cui dovrai trovare delle risposte prima dello sviluppo del sito web.

2) Puntare a risparmiare
Un errore comune, che spesso si riscontra è pensare che un progetto e-commerce costi pochi euro.
Devi mettere in conto che l’e-commerce pur non avendo gli stessi costi di un negozio fisico rimane comuqnue un’attività commerciale impegnativa che presenta una serie di voci nel conto economico che non possono essere sottostimate: costi di gestione, costi di capitale, costi fissi e variabili. Ciò che cambia è l’assenza del costo d’affitto dei locali, ma tale voce viene sostituita dall’investimento per raggiungere gli utenti, come l’uso delle tecniche SEO e dell’online advertising.
Quindi è importante prima di iniziare a lavorare su una piattaforma e-commerce avere chiaro il budget disponibile. Pensare che l’attività possa finanziarsi nel giro di pochi mesi porta a un quasi sicuro insuccesso. Noi come agenzia abbiamo avuto anche casi sorprendenti, ma rimangono casi isolati. bisogna considare un investimento che possa coprire finanziariamente almeno 2 anni. Considera che fondamentale per un’attività di e-commerce è proprio l’analisi dei dati e il settaggio delle varie piattaforme per capire come sviluppare in progress le strategie commerciali. Competenze che non si imporvvisano ma che richiedono l’apporto di professionisti le cui comptenze sono preziose.

3) Scegliere una piattaforma a caso
Esisitono tanti tipi di piattaforme e-commerce disponibili open source : Woocommerce, Virtue mart, Opencart, Magento, Prestashop… oppure esiste la possibilità di sviluppare una piattaforma di proprietà, con costi chiaramente molto più alti. La scelta della piattaforma è molto importante, perchè ogni piattaforma ha pregi e difetti che devono essere vagliati tenendo presente il proprio buisiness. Una piattaforma come Woocommerce per esempio va benisismo per la gestione di un piccolo e-commerce, o di un’attività di servizo, ma diventa “stretta” se devo gestire una catena di negozi. Magento e Prestashop sono ottime piattaforma ma certo ma necessitano un certo impegno nella gestione. E comunque la scelta della piattaforma è bene che venga decisa con un programmatore esperto che vi illustri potenzialità e limiti di ogni software. Evitate di rivolgervi al collega in pensione smanettone o al nipot del vicino di casa: rischiate di trovarvi in una nassa da cui è poi difficile uscire.

4) Immagini scarsa qualità.
Studi di neuromarketing sulle immagini degli e-commerce dimostrano che immagini accattivanti e di qualità ricevono più click. Gli utenti si trattengono sulla pagina più volentieri e spingono in alto le vendite. Avere buone immagini sul proprio sito vende e genera traffico. Quindi consigliamo senmpre di rivolgersi a un fotografo professionista per fotografare gli oggetti per la vendita. Tuttavia belle immagini non significa immagini in “alta” anzi, caricare immagini in alta risoluzione, che hanno un peso di byte notevole, spesso causa un effetto collaterale molto sottovalutato: la velocità di caricamento della pagina. Le immagini eccossivamente pesanti possono causare seri rallentamenti alla pagina. Da fare attenzione anche ad un altro fattore, ossia il dispositivo dell’utente: se l’immagine non viene visualizzata a piena risoluzione, il browser la ridimensionerà per farla entrare nello schermo, causando risultati opposti e scarsa qualità. Una soluzione è utilizzare file immagini differenti da utilizzare con un design responsive ed in punti di navigazione strategici.

4) Testi e descrizioni di scarsa qualità.
Il copy e le strategie redazionali di comunicazione per un e-commerce sono fondamentali. Scrivere descrizioni accurate e precise, inserire una scheda tecnica esaustiva sui prodotti, inserire nella pagina prodotto uno spazio dedicato alle recensioni, sono elementi indispensabili che fanno la differenza. Stessa cosa per quanto riguardano le pagine dedicate al blog e alla presentazione aziendale.

5) Non prendere in considerazione una strategia SEO complessiva per l’Ecommerce.
Per quanto riguarda i piccoli e-commerce o gli e-commerce di nicchia, la SEO rappresenta una opportunità per essere visibili senza doversi confrontare con budget enormi in ADS.
Ricordiamo che la SEO è fondamentale ed è sicuramente il più importante strumento per portare traffico al sito, su una strategia di traffico organico, non a pagamento, continuativo. E questo a differenza di strumenti come Facebook o AdS che portano visitatori fintanto che si paga. Probabilmente è il problema più comune con i nuovi negozi. Non stanno facendo SEO o non lo stanno facendo correttamente. La SEO ci mette un po’ a dare risultati e spesso finisce con portare ad un ripensamento completo della presenza online.

6) Non mettere da subito in evidenza costi e tempi di spedizione.
Sono informazioni che devono apparire in tutte le schermate, questo non solo darà autorevolezza al vostro e-commerce, ma vi farà guadagnare sin da subito la fiducia degli utenti.

7) le condizioni di vendita nel virtuale
Anche l’aspetto legale può essere un grave errore se non affrontato bene in un sito, ma facciamo sempre attenzione ad un aspeto: per vendere on line si deve sempre e comunque rispettare la legge, per cui è inutile “inventarsi” regole e clausole, perché non c’è contratto o accordo che può essere sopra la legge. Un negozio vende e deve dare garanzia di quanto propone, cosa diversa per l’usato, ma non cerchiamo di inventare niente. Alla fine vendere on line è come vendere in negozio, si deve dare un tempo di recesso e si devono rispettare tutte le regole della vendita.

8) Ospitare il sito su un hosting non pensato per e-commerce
Molto spesso si commette l’errore di caricare il sito web su piani hosting non strutturati per ospitare un e-commerce, con il risultato di ottenere un e-commerce lento special modo nella parte backend. Un hosting pensato per e-commerce dovrà avere nel suo stack tutta una serie di servizi volti a migliorare le performance dell’intero sito web che devono essere attentamente vagliati in fase progettuale. Numerosi sono gli aspetti tecnici da tenere in considerazione per cui è consigliato rivolgersi solo ad hosting provider o sistemisti in grado di fornire la soluzione hosting migliore in funzione dell’attuale traffico web e dell’espansione nel prossimo futuro.

9) Non tracciare le conversioni e non monitorare gli eventi.
Il tracciamento delle conversioni è un’attività fondamentale per qualsiasi sito web, in special modo quando si parla di e-commerce. Quasi sempre ci si limita a sviluppare il sito web ed a metterlo online tralasciando questa parte vitale per il business. È possibile tracciare le conversioni con Google Analytics, lo strumento che quasi tutti utilizzano per il solo monitoraggio del traffico web. Oltre alle conversioni, Google Analytics consente di tracciare gli eventi, come ad esempio l’inserimento di un prodotto nel carrello o il clic su una call to action. Tuttavia è bene ricordare che esistono tantissimi strumenti di marketing per il web, come Semrush, Hotjar… che sono indispensabili per il lavoro di analisi e di strategia di un sito web.

10) Il processo d’acquisto è troppo articolato e Il cliente non si sente sicuro nell’acquisto
Il processo di acquisto è la fase più delicata, rendi la sequenza di operazioni veloce, rapida, basata su operazioni semplici. Questa è una fase decisiva: basta cambiare colore di un bottone per avere effetti diversi. La fase di ottimizzazione del processo d’acquisto deve essere seguita in modo da testare con cura ogni passaggio. Magari con strumenti avanzati come Crazyegg e Hotjar che registrano le sessioni degli utenti, creano delle heatmap e ti indicano dove sorgono i problemi nel flusso. Forse vale la pena prendere in considerazione l’idea di attivare un programma di remarketing. Vale a dire sponsorizzazioni che registrano le attività dell’utente che lascia la scheda per proporre sponsorizzazioni per recuperare la vendita. Il problema però potrebbe nascere anche dal fatto che il cliente non si senta sicuro: oggi le persone sono abituate a fare acquisti online ma c’è sempre paura di subire truffe, raggiri, clonazioni di carte e altro ancora. Come risolvere il problema? Puoi intanto implementare alcune funzionalità:
Lavora con un protocollo di sicurezza SSL, aggiungi banner e simboli dei protocolli, inserisci testimonianze degli utenti, attiva una chat per parlare con gli operatori, aggiungi contatti nel footer e in una pagina, pubblica una FAQ con risposte rapide, mettici la faccia: inserisci una risorsa Chi Siamo. Questi elementi lavorano su una prospettiva ampia. Non riguardano solo fattori tecnici (come l’HTTPS di sicurezza) ma anche la sensazione di sicurezza che trasmette un sito web che rende subito disponibili i contatti per raggiungere il team nel momento del bisogno.